Alla ricerca del brindisi perfetto

La Sardegna è certamente uno dei luoghi più incantevoli d’Italia, non solo per le meraviglie naturali che si trovano sull’isola, ma anche per le sue ricche tradizioni, che si trovano anche nell’antico patrimonio gastronomico, unitamente al vino, che in questa terra rappresenta un importante elemento di identità e di storia.

“Il vino è un composto di umore e luce” soleva ripetere Galileo Galilei.


L’isola è da sempre una delle regioni a maggiore produzione vinicola, grazie ad un clima ideale e ad un territorio vasto, che ha consentito un habitat favorevole per la coltura della vite, una storia antica che ancora oggi è capace di sorprendere. Dai vini bianchi fino ai rossi, un percorso enologico che passa anche per le altre tipologie e, fra queste, autentiche rarità, come la Malvasia di Bosa e la Vernaccia di Oristano. Tra gli altri vini più significativi della Sardegna vanno ricordati quelli a base di Vermentino, l’uva bianca più celebre dell’isola, unica DOCG regionale (1996), ed il Cannonau tra le uve rosse, anche se recentemente stanno salendo alla ribalta altri due vitigni: Carignano e Bovale.


Il patrimonio viticolo della Sardegna va ben oltre questi esempi, che rappresentano solo le varietà più conosciute fuori dalla regione. In Sardegna ve ne sono moltissime di uva autoctone, molte di queste originariamente introdotte dagli Spagnoli, anche se dopo secoli di mutazioni ed adattamento nel territorio, si considerano a ragione come uve tipiche della regione. Le zone a maggiore impianto sono la Gallura, in provincia di Sassari; l’Arborea, in provincia di Nuoro, ed il Campidano, la più vasta pianura regionale, nelle province di Cagliari ed Oristano.

Ad ogni modo per scoprire, attraverso interessanti itinerari, i segreti dell’antica tradizione enologica sarda non si può che partire da Sassari ed attraversare le terre della Nurra e di Alghero per poi ridiscendere lungo la costa fino ad arrivare a Bosa. Durante il percorso si può apprezzare il celebre Moscato Doc della zona di Sorso-Sennori, mentre nei territori circostanti il comune di Alghero spicca il pregiato Torbato, di origine catalana e prodotto in quantità assai limitata, data l’estrema delicatezza del vitigno.
Questo itinerario si conclude al confine di Oristano con la Malvasia di Bosa, profumatissimo vino liquoroso che si sposa perfettamente con i tipici dolci sardi al punto da fare concorrenza al più famoso mirto sardo, il liquore caratteristico dell’isola che si ottiene dall’infusione delle bacche (mirto rosso) e delle foglie (mirto bianco) dell’omonima pianta.

Vermentino di Gallura DOCG

Tutto il paesaggio nella parte nord-orientale dell’isola incornicia le vigne del Vermentino di Gallura DOCG che ne fa da protagonista. È un territorio particolarmente importante anche dal punto di vista archeologico in quanto ricca di nuraghi, tombe dei giganti, ed inoltre antiche chiese risalenti all’epoca medioevale. In particolare il territorio di Monti è ricco di emergenze archeologiche, architettoniche ed ambientali di grande interesse.

Cantina Tani

A tal proposito sono da segnalare i resti del Taerra da cui prende il nome il Vermentino della Cantina Tani.
Il paese, incastonato tra gli altipiani dei Monti Acuto e Limbara, è ricco di antiche chiese campestri ed il suo territorio regala suggestivi paesaggi in un alternarsi di boschi di sugherete, sottobosco di macchia mediterranea, vigneti e conformazioni granitiche uniche.

Cantina Gallura

Il secondo itinerario attraversa le suggestive terre di Tempio Pausania, ai piedi del Limbara: terra selvaggia ed affascinante, costellata di massi di granito modellati dal vento, di imponenti sughere dai tronchi sanguigni, sabbie candide ed acque cristalline che dal blu più intenso sfumano al verde smeraldo.
La Gallura trova le radici del proprio nome nel gallo dello stemma pisano dei Visconti, primi signori del Giudicato. Lo stesso gallo che dal 1956 identifica i vini pregiati della Cantina Gallura, che ha raccolto in sé la secolare tradizione dei viticoltori dell’alta Gallura.

Vigne Surrau, Cantina Capichera e Cantine Piero Mancini

Vigne Surrau si trovano comune di Arzachena, in provincia di Olbia-Tempio, città attorno al quale è nata la Costa Smeralda, nella parte nord-orientale dell’Isola, simbolo di lusso, mondanità e turismo d’élite. L’azienda riserva vini caratterizzati dal giusto tenore zuccherino ed alcolico e da buona acidità fissa, la quale contribuisce ad esaltarne i profumi ed a mantenerli nel tempo.

Nello stesso territorio insiste la Cantina Capichera, una realtà vitivinicola che sorge incastonata fra le rocce granitiche della Gallura, in uno scenario naturale unico e di grande fascino che gronda di importanti ed antiche tradizioni, tutte da sperimentare.

Olbia, invece, significa Cantine Piero Mancini, una tappa imperdibile alla scoperta delle vigne coltivate in quattro aree della splendida Gallura: Balajana, Scolombrino, Montelitu e Ciabattu.


Altro affascinante itinerario è quello che si muove nell’Ogliastra e, attraversando tutto il territorio alle spalle del Golfo di Orosei, giunge fino al Supramonte ed alle pendici del Gennargentu.
La zona è celebre per la produzione del Cannonau di Sardegna, il più conosciuto dei vini sardi, dal sapore caldo e robusto e dal colore rosso rubino; degni di nota anche il Sardegna Semidano ed il Nepente di Oliena, rosso robusto le cui benefiche virtù furono addirittura decantate da Gabriele D’Annunzio.
Numerosi celebri vini doc si possono, poi, degustare nei comuni dell’entroterra di Oristano: da Abbasanta a Ghilarza, da Sorgono a Laconi, da Barumini a Mogoro. In queste affascinanti località la fanno da padrona il Vernaccia di Oristano, dal colore giallognolo, dal sapore gradevole e dalla elevata gradazione; il Mandrolisai, nelle diverse varianti rosso, rosso superiore e rosato ed il Monica di Sardegna, da gustare soprattutto quando è ancora giovane.


Per apprezzare appieno i tradizionali vini isolani occorre, però, spingersi fino all’entroterra cagliaritano, percorrendo l’itinerario che dal capoluogo porta a Decimomannu e da qui giunge fino a Castiadas dopo aver toccato Monastir, Dolianova e Quartu Sant’Elena.

In queste zone sorgono eccellenti vitigni che danno vita a molti vini regionali ed a diversi doc come il Nasco, ottimo come aperitivo e da dessert; il Nuragus, uno dei più diffusi vini bianchi sardi e la Malvasia di Cagliari che ben si accompagna ai dolci.

Agricola Punica

L’ultimo itinerario attraversa la straordinaria terra del Sulcis, toccando il comune di Iglesias, le Isole di Sant’Antioco e di San Pietro, giungendo fino alle lussureggianti colline distese fra Tratalias e Teulada. Luoghi di straordinaria bellezza dai cui vigneti prendono vita l’ottimo Carignano del Sulcis e l’Igt Valli di Porto Pino.

Nel Basso Sulcis si trova Agricola Punica, che produce vini Igt Isola dei Nuraghi, in riferimento alle antiche torri di pietra costruite dalla civiltà nuragica presente nell’isola dal periodo neolitico fino al 238 a.C., quando la Sardegna è passata sotto l’Impero Romano.

Cantina Su’entu

La Cantina Su’entu si trova a pochi chilometri dal comune di Sanluri, una città che custodisce un’antichissima tradizione agricola inserita nella Marmilla, un territorio antico, costellato di insediamenti preistorici, punto di riferimento economico e strategico fin da epoche lontanissime.

Lo stesso toponimo sanluri deriva dalle parole logu de lori, il posto del grano: un evidente omaggio alla fertilità del terreno che ne faceva, ieri come oggi, un luogo ideale per tutti i tipi di coltivazione.

Museo del Vino

Delle chicche da non perdere per gli amanti del turismo enologico sono sicuramente il Museo del Vino e la vite più vecchia d’Europa. Primo museo multimediale enoico in Italia si trova a Berchidda (Sassari) e consente ai visitatori di compiere un viaggio alla scoperta della cultura enoica attraverso giochi interattivi, strumenti audiovisivi ed un vero e proprio sommelier virtuale.
Gli oggetti esposti testimoniano l’evoluzione della viticoltura e della vinificazione nel corso dei secoli: vasche per la pigiatura e la fermentazione, fondi di torchio finemente scolpiti, recipienti in granito per raccogliere il mosto.
Intorno al museo si estende infine un vigneto didattico immerso nel verde della macchia mediterranea.
La vite più vecchia d’Europa si trova a Mandas (Cagliari) e costituisce un pezzo di storia dell’antico paese ducale. È localizzata nel cortile della casa colonica Dejana, dove fu impiantata nel 1860. Si tratta di un ceppo su piede europeo alto quattro metri, che ogni anno produce almeno cento chilogrammi di un’uva denominata “galoppo”.