Regate, scuole di vela e kayak e molto altro:

un approfondimento sullo Yacht Club Porto Rotondo, che raccoglie consensi a livello internazionale, il tutto mantenendo sempre saldo il forte legame con territorio ed i suoi abitanti, soprattutto quelli più giovani.

Abbiamo incontrato al secondo mandato triennale (con scadenza aprile 2021) il presidente Roberto Azzi che, soddisfatto dei risultati sinora raggiunti, è costantemente al lavoro per consolidarli e migliorarli.

Non è un amministratore che governa l’esistente, ma cerca di continuo di implementare soci ed attività.

Notevolmente cresciuto il numero dei frequentatori del club con Azzi ed il suo direttivo, composto dal vice presidente e direttore di sede Piero Bianco, dai consiglieri Giulia Azzi, Luca Giovannini, Alexander Hahn, Lucialda Lombardi, Paolo Mombello (tesoriere), Sandro Onofaro, dal direttore sportivo Nanni Ono, dai revisori dei conti Luca Olivieri, Giovanni Nico Pinna Parpaglia e Gabriela Savigni, dai probiviri Leonardo Donà Dalle Rose, Carlo Pasanisi e Ruggero Spairani.

Ci è riuscito anche attraverso una politica di gemellaggi con altri prestigiosi club sparsi nel mondo: Cape Town, Punta del Este, Plymouth e Cuba, solo per citarne alcuni, giunti a quota 23.

Ci sono perfino circoli d’alta quota, che sorgono tra le montagne della Svizzera e, grazie al gemellaggio con Porto Rotondo, sono soliti partecipare ad attività, regate ed alla vita del club che sorge nel cuore della Costa Smeralda.

“Il nostro è un Circolo dalla intensa e lunga storia. Siamo impegnati in una incessante attività di promozione turistica che ha avuto il benefico effetto di allungare la stagione estiva, visto che molti membri degli Yacht Club gemellati frequentano Porto Rotondo anche in bassa stagione. Buona fetta del successo è dovuta alla location, ma anche a servizi in grado di soddisfare le esigenze dei 226 membri del club” spiega il presidente Azzi che può contare su un Consiglio Direttivo dinamico e fiducioso nelle potenzialità di un Circolo, orientato a realizzare iniziative di rilievo e di valorizzare le grandi risorse di Porto Rotondo.

Fondato nel 1984 da un gruppo di appassionati del mare e di Porto Rotondo lo Yacht Club, fin dal primo anno di attività, ha preso sede nello splendido edificio realizzato dall’architetto veneto Malgaretto in stile coloniale inglese.
A fine anni Novanta la crisi del gruppo Donà determinò il passaggio del Club alla famiglia del Karim Aga Khan, proprietaria del gruppo Ciga Hotel.

Negli anni successivi la Marina di Porto Rotondo e lo Yacht Club sono stati acquisiti dalla famiglia Molinas, punto di riferimento a livello mondiale nella produzione del sughero, imprenditori originari di Calangianus.
Un incendio partito accidentalmente durante l’impermeabilizzazione di un tetto a fine giugno 2009 distrusse il Club realizzato in legno di larice, impermeabile, ma infiammabile. Fu ricostruito nel 2010.

Lo Yacht Club Porto Rotondo vanta un glorioso “guidone” (dal 1985) che presenta la croce di San Giorgio rossa su campo bianco, in onore dello Yacht Club Italiano (Genova) ispiratore degli inizi del Club. Sulla croce è rappresentato il Leone di S. Marco che tiene tra le zampe anteriori lo stemma dei Quattro Mori, simbolo dell’unione tra la Sardegna e Venezia, terra d’origine dei Conti Donà dalle Rose fondatori di Porto Rotondo, che vantavano nel loro albero genealogico ben tre dogi. Il guidone rappresenta il legame di amicizia tra due realtà diverse e due culture geograficamente distanti, che si incontrano sul mare, da sempre veicolo di civiltà.

“Il nostro equipaggio è espressione di eccellenze della nostra isola e ne andiamo fieri, le due bandiere che portiamo, quella dello yacht club e della Sardegna, hanno un alto significato simbolico ed esibirlo nelle manifestazioni nazionali ed estere è per noi grande soddisfazione. Non dimentichiamo che nel nostro guidone vi è anche il simbolo di una delle quattro repubbliche marinare e noi lo onoriamo insieme alla bandiera della terra meravigliosa che è la Sardegna che ci ospita. Il Club, negli ultimi anni, ha deciso di rimettere in gioco molte energie nello sport e nelle attività in generale pensando che il passato deve essere il motore per costruire un nuovo futuro nel quale Club e Sardegna possano essere protagonisti” continua Azzi.

Il calendario sportivo dello Yacht Club Porto Rotondo per la stagione 2020 è denso e ricco di eventi. “La programmazione è in continuo divenire, ma alcuni appuntamenti di rilievo sono già stati definiti, come il Trofeo dei due Golfi (Olbia – Porto Rotondo), la Solaris Cup, la Regata degli orologi Iwc e quella dei Legionari, una vera e propria festa di popolo che travalica passioni, tecnica velica, possesso di una barca.

Ci si riunisce in questo evento per ricordare una figura storica, quella del nostromo della marina di Porto Rotondo Andrea Campesi (scomparso nel 1993), ci si riunisce per stare insieme e divertirsi all’insegna del mare, per sottolineare l’amore per la Sardegna. La sera prima della Regata dei Legionari si organizza una cena, sempre con lo stesso tradizionale menù: gnocchetti sardi con ragù cinghiale, pecora bollita con patate, cipolle e carote” illustra il presidente Roberto Azzi.

La vita sociale è stimolante, con un calendario denso di attività̀, eventi, serate a tema, happening culturali, artistici e musicali: charity gala, beach party, vernissage ed esposizioni artistiche, serate eno-gastronomiche e musicali, serate dedicate ai grandi testimonial del mondo della vela e lo sport, serate dedicate a sponsor e partner. Yoga, pilates, wellness, la Club House è sempre in attività.
Uno dei punti di forza della vita sociale è il ristorante della Clubhouse, direttamente gestito dal Club, aperta a colazione, brunch, pranzo, aperitivo e cena con l’obiettivo principale di soddisfare ogni esigenza del soci e dei loro ospiti in un ambiente confortevole e rilassante. Leitmotiv della ristorazione è la filiera corta con ricette tipiche a base di prodotti della terra sarda, abbinate ad una carta dei vini variegata ed autoctona.

La squadra agonistica dello Yacht Club Porto Rotondo è nata intorno all’anno 2000 e svolge gli allenamenti durante tutto l’arco dell’anno su imbarcazioni tipo Optimist One Design e Laser tipo 4.7, Radial e Standard con circa venti atleti tra agonistica e pre-agonistica seguiti dall’allenatore della squadra Camillo Zucconi, noto velista di classe internazionale che ha alle spalle esperienze in Coppa America ed alla Route du Rhum.

“Abbiamo Optimist e Laser e siamo molto orgogliosi perché alcuni nostri atleti hanno partecipato alle selezioni per il campionato italiano e mondiale Optimist», racconta Roberto Azzi, presidente dello Yacht Club. La squadra è fonte di grande soddisfazione per i risultati ottenuti durante la partecipazione alle varie regate che si svolgono in ambito regionale e nazionale. Recentemente alcuni di loro hanno preso parte ad una delle tappe della Italian Sailing League che si è svolta a Porto Cervo, in compagnia del loro allenatore e di un timoniere d’eccezione come Andrea Mura, riportando un discreto successo.

Lo Yacht Club Porto Rotondo dedica molta attenzione alle scuole di vela per i più piccoli regolarmente affiliata alla Federazione Italiana Vela. I ragazzi dagli otto ai quattordici anni che frequentano i corsi sono circa trecento all’anno. Arrivano in Sardegna per le vacanze o sono residenti.

Ma i corsi di vela continuano anche in inverno per gli adulti. Sport, quindi, sin da piccoli, ma non solo vela. Le attività al Club si sono moltiplicate negli ultimi anni. Esiste, infatti, anche una scuola di Kayak (per ragazzi dai sei ai quindici anni), capitanata dal campione di traversata Francesco Gambella (socio onorario per meriti sportivi, canoista recordman di kayak a sostegno dei progetti AMREF – African Medical and Research Foundation) ed anche una “Fishing Division” che promuove gare di pesca d’altura per i più piccoli ed i professionisti.

Fishing Division è la divisione della pesca dello Yacht Club Porto Rotondo.
Grazie al prezioso contributo di Sandro Onofaro, Recordman europeo di pesca sportiva, l’obiettivo della division è quella di promuovere nel territorio di Porto Rotondo eventi di pesca di alto livello che possano soddisfare le richieste di professionisti esigenti e delle loro imbarcazioni. Dal 2019 è attivo un progetto scientifico su pesca d’altura e monitoraggio con satellitare dell’aguglia imperiale (Tetrapturus belone) nato dalla collaborazione tra la Maguro-San Foundation, l’IGFA e la Stanford University.
L’obiettivo è conoscere le abitudini migratorie e comportamentali dell’Aguglia Imperiale con la più raffinata e moderna tecnologia disponibile oggi: il Satellite Tagging prodotto dalla Garmin Italia, leader mondiale nella navigazione satellitare interessata a promuovere una cultura della pesca responsabile e selettiva.
Gli esemplari di circa 15 kg monitorati con una targa satellitare sono stati pescati al largo di Porto Rotondo con traina veloce a 7-8 nodi, con esche artificiali armate, ami sovradimensionati e con gran parte dell’ardiglione limato per facilitare la fase di rilascio.
La fase di recupero è durata circa 10 minuti, il tempo necessario per abituare il pesce alla presenza della barca e quindi facilitare l’operazione di inserimento della targa.