ISTRUMPA, IL VALORE DELLA LOTTA SARDA

ISTRUMPA, IL VALORE DELLA LOTTA SARDA

di Miryam Schinocca


L’
Istrumpa o Sa Strumpa è un caratteristico sport da contatto sardo. Se fino a qualche anno fa esso rischiava di scomparire, ha poi ottenuto nel tempo diversi apprezzamenti tanto che oggi, grazie al riconoscimento da parte del CONI, è un vero e proprio sport.

Sa strumpa è una tipica lotta sarda dalle origini molto antiche, probabilmente è uno dei primi sport a esser stato praticato dai nostri antenati. Ne sono testimonianza alcuni bronzetti nuragici, sos gherradores, i lottatori. Indubbiamente essa costituisce un pezzo di storia e di cultura dell’isola della Sardegna.

Per alcuni studiosi e appassionati, si tratta di una pratica precedente alla dominazione romana; per altri, i movimenti e le “mosse” mostrano evidenti somiglianze con la lotta greco-romana, con la quale probabilmente condivide le stesse origini, o alla lotta libera; non manca chi fa notare la sua affinità con la capoeira o addirittura con la lotta senegalese.

L’Istrumpa è una pratica sportiva che è stata tramandata per millenni e generazioni e che ancora oggi appassiona giovani e adulti, i quali hanno un solo obiettivo: scaraventare l’avversario a terra. Il suo nome proviene, infatti, dal sardo “istrumpare” che significa buttare bruscamente a terra.

Sa strumpa consiste in brevi incontri nei quali gli atleti, in parità di condizioni, dimostrano, non tanto la propria forza, quanto la propria destrezza e il proprio equilibrio. A fare la differenza sono l’abilità e la tecnica. Le regole e le mosse sono ben precise: al via dell’arbitro, i lottatori si porranno in piedi uno di fronte all’altro. La presa avviene portando un braccio sotto l’ascella e l’altro sopra l’omero-spalla dell’avversario; la guancia destra sfiora quella opposta, una mano impugna l’altro polso o anche l’altra mano dietro la schiena dell’avversario in modo da stringerlo saldamente.

Non è consentita altra forma di presa né combattere lasciando la presa o aiutarsi appoggiando le mani libere sull’avversario. La lotta si interrompe quando uno dei due lottatori cade al suolo evitando così l’incattivirsi dello scontro.

La lotta infatti non è cruenta, tanto che ad essa veniva attribuita una valenza educativa: ai bambini e agli adolescenti veniva insegnato che nella vita non bisogna mai arrendersi di fronte ad avversari fisicamente più forti e, in generale, di fronte agli ostacoli perché ciò che conta è essere abili e precisi, trasmettendo loro l’importanza di rispettare le regole. Vince, non chi scaraventa a terra l’avversario, ma colui che si è comportato in modo leale ottenendo il rispetto dell’intera comunità.

Sa strumpa ha a tutt’oggi un successo che travalica gli ambiti regionali. Nel 1994 viene, per la prima volta, costituita la federazione S’Istrumpa e già dopo un anno entra a far parte della Federazione intenzionale di Lotte Celtiche (FILC). Nel 1997 la Sa Strumpa viene riconosciuta ufficialmente dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). Nel 2003 si tiene il primo campionato Europeo di lotte etniche con la presenza di lottatori da tutta Europa ma di origini sarde.

La Sa Strumpa è attualmente riconosciuta anche dalla Federazione Italiana Judo, Lotta, Karate ed Arti Marziali (qui potete trovare il regolamento) e in campo internazionale dalla FILA (Federazione delle Lotte Associate).