Itinerari per ogni gusto


La Sardegna non è solo mare. Innegabilmente ne costituisce la parte meravigliosa sorprendente ed essenziale, ma non si può ignorare l’impronta lasciata da civiltà preistoriche disseminata in ogni dove con i nuraghi o quella lasciata dalla dominazione spagnola che si respira ancora in molte città, soprattutto ad Alghero e a Cagliari.

Alcun tour virtuale potrà mai riuscire a simulare l’emozione e i profumi che si sprigionano visitando l’Isola.
E allora vale la pena essere avvolti da questa magia, solcando mari o percorrendo strade, inebriati da una storia senza fine.

Quando credi di essere arrivato di fronte all’Infinito, un’altra porta si staglia all’orizzonte: le chiavi di accesso sono a portata di mano.

Cosa Vedere e dove andare
Tra i luoghi da non perdere certamente inseriamo la Costa Smeralda : è un mondo a parte, dove la cura del particolare dona al paesaggio un’armonia tale da sorvolare sull’innegabile lusso che caratterizza la zona. Porto Cervo  e Poltu Quatu, ma anche le adiacenti zone di Porto Rotondo e Baja Sardinia, meritano assolutamente una visita. E’ consigliata l’ora dell’aperitivo con un giro tra i negozi per vedere poi al tramonto mille luci che si accendono sulla costa e lungo le pendici dei monti. Incantevoli qui sono le spiagge del Pevero, Romazzino con la Baia del Principe (indicata tra le 100 spiagge più belle al mondo) e Capriccioli, racchiuse nel giro di una ventina di km, che rappresentano autentici gioielli. Un po’ più a nord, proseguendo sulla litoranea Cannigione-Palau ci si imbarca per l’Arcipelago della Maddalena, altro paradiso costellato da una miriade di spiagge e luoghi d’interesse storico: Caprera, ultima dimora di Giuseppe Garibaldi.
Conviene fare un giro in barca, per non perdere le isole di Spargi e Budelli passando per il Manto della Madonna. In direzione diametralmente opposta, situata a nord ovest dell’Isola, la spiaggia de La Pelosa a Stintino – di fronte all’Asinara – pur se piuttosto affollata, merita senz’altro una visita. Scendendo, pochi km più a sud della costa nord occidentale – a circa 55 km – vale la pena fermarsi ad Alghero, città in cui è possibile percepire ancora il forte influsso catalano legato alla dominazione spagnola durante il Regno d’Aragona nel XIV secolo.
Passeggiando tra i vicoli e le mura di cinta si arriva alla Cattedrale di Santa Maria Immacolata, risalente al XVI secolo, la cui lunga durata per la sua edificazione ha comportato un’interessante commistione di stili con prevalenza del gotico catalano.
Questa è anche la patria dell’oro rosso , non a caso siamo nella Riviera del Corallo: straordinari artigiani lo lavorano abilmente creando gioielli di rara manifattura.
Ad Alghero sorge poi il più esteso complesso di grotte sepolcrali preistoriche della Sardegna settentrionale, traccia evidente di un sentimento già molto intenso legato al culto dei morti: 38 tombe sparse nella valle e scavate nell’arenaria, risalenti a circa cinquemila anni fa ( 3200-2800 a.C.).
Inevitabile da qui un salto al mare alla spiaggia delle Bombarde e a quella del Lazzaretto poste nelle adiacenze. Sono spiagge amate dalle famiglie perché, oltre alla incredibile bellezza dei luoghi, hanno fondale basso e sono attrezzate.
Se invece tira vento riparatevi nella spiaggia di Mugoni, una meravigliosa baia posta di fronte a Capo Caccia con retrostante pineta ( ad appena 10 minuti da Alghero, raggiungibile anche in autobus).
Con un salto ci spostiamo più giù andando nella zona sud orientale: Costa Rey- Villasimius- Chia- Teulada.
Ciascuna di queste località ha un innumerevole quantità di cale, tutte di straordinaria bellezza , per cui vi è l’imbarazzo della scelta. Segnaliamo la Domus de Maria (Chia), Porto de S’Illixi a Muravera , Punta Molentis e Porto Giunco a Villasimius.
Dietro la bella spiaggia di Torre Salinas c’è l’omonimo stagno, che in alcuni periodi dell’anno- di solito a primavera- si colora di rosa grazie alla presenza dell’artemia salina, piccolo crostaceo rosa-arancio che si nutre di un’alga con pigmenti arancioni colorando l’acqua delle saline; a fare da pendant con l’ecositema troviamo i fenicotteri rosa. Imperdibili, nella Sardegna Orientale – a sud di Olbia – le spiagge del Golfo di Orosei,   partendo da Cala Gonone con imbarco per Cala Mariolu, Cala Sisina, Cala Biriola e Cala Goloritzé (patrimonio Unesco).
D’obbligo la visita alle Grotte del Bue marino. Oasi di Bidderosa (Orosei) Poco a nord di Orosei, a sud di Olbia e da questa distante cinquanta km, c’è il Parco Naturale di Bidderosa, con 800 ettari di natura incontaminata.
Cinque bellissime calette premiano il visitatore che ha fatto un bel percorso a piedi…o con la più comoda navetta a pagamento.
L’accesso con macchine e moto è limitato e a pagamento. L’oasi confina a nord con la splendida spiaggia di Berchida.
E poi, in ordine sparso , segnaliamo solo qualche altra spiaggia perché sono tantissime e meritano tutte. In provincia di Oristano, nell’area protetta del Sinis, a circa un’ora da Cagliari e incastonata tra suggestive formazioni rocciose ma facile da raggiungere in auto, Is Aruttas , nota come la spiaggia dei chicchi di riso, è una delle più caratteristiche della Sardegna per la sua sabbia, composta da granito porfirico e non da roccia calcarea, per cui piccolissimi granelli di quarzo variopinti la punteggiano allegramente.
Ed ancora: la spiaggia di Ampurias nella località di Castelsardo in provincia di Sassari , quella di Rena Bianca a Santa Teresa Gallura, e poi la spiaggia di Cala Brandinchi, situata a circa 7 chilometri a nord di San Teodoro, conosciuta come “Little Tahiti” per immaginabili motivi! E poi la spiaggia del Poetto a Cagliari, che non è da meno a tutte le precedenti.
Terra di forti tradizioni, la Sardegna mantiene viva la sua identità anche attraverso valori secolari che trovano la loro massima espressione in alcune manifestazioni sacre, veri e propri eventi. Sacralità e spettacolo, sentimento religioso e passione , suggestione e misticismo connotano il 14 agosto a Sassari la Discesa dei Candelieri, una processione danzante al ritmo di tamburi con grandi colonne di legno che rappresentano i ceri votivi che ogni anno si rinnovano nei confronti della Madonna dell’Assunta, che nel 1592 liberò la città dalla peste.
Dal 2013 è stata inserita nel patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco.
Altro evento-simbolo dell’Isola è la Sagra del Redentore di Nuoro che si tiene a fine agosto, con una fiaccolata che parte dalla città e giunge al monte Ortobene, sulla cui sommità si trova la statua del Cristo.
In questa occasione (a dire il vero la settimana prima) la Barbagia si tinge di colori e folclore e diviene il punto di incontro di decine di migliaia di persone per ammirare i costumi e le tradizioni che il popolo sardo in mille modi diversi riesce ancora a mantenere intatti .
…ed ora addentriamoci alla scoperta di quest’isola meravigliosa attraverso Itinerari senza tempo.

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